Gas respiratori: Ossigeno, Azoto e CO₂

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Gas respiratori: Ossigeno, Azoto e CO₂

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5–8 minuti

In apnea, tutto ciò che accade nel corpo ruota attorno a un elemento apparentemente invisibile: i gas. Quando un apneista si immerge, non porta con sé strumenti, bombole o miscele, ma solo l’aria contenuta nei polmoni e la capacità del proprio organismo di gestirla sotto condizioni estreme.

In breve

L’aria che respiriamo è composta per circa il 78% da azoto, il 21% da ossigeno, lo 0,9% da argon e lo 0,04% da anidride carbonica. L’ossigeno è il carburante; l’azoto è inerte a pressione atmosferica, ma in profondità si scioglie nei tessuti ricchi di grassi; la CO₂, 20-25 volte più solubile dell’ossigeno, reagisce con l’acqua e acidifica i liquidi del corpo. È questa acidificazione, e non la mancanza di ossigeno, a far nascere fame d’aria e contrazioni diaframmatiche.

Composizione dell’aria

Prima di immergerci nelle profondità del tuffo, dobbiamo capire cosa stiamo mettendo nei nostri polmoni durante l’ultimo atto respiratorio prima della capovolta. L’aria non è un elemento singolo, ma una miscela gassosa – un vero e proprio “cocktail chimico” – le cui proporzioni sono fondamentali per la vita.

Se potessimo vedere le molecole che ci circondano, vedremmo questa ripartizione:

  • Azoto (N2): ≈ 78%
  • Ossigeno (O2): ≈ 21%
  • Argon (Ar): ≈ 0,9%
  • Anidride Carbonica (CO2) e altri gas: ≈ 0,04% (variabile)
La composizione dell'aria atmosferica secca.
La composizione dell’aria atmosferica secca.

Spesso ignoriamo che quasi l’1% dell’aria è costituito da Argon, un gas nobile, mentre la CO2 atmosferica è presente in tracce minime, pur essendo cruciale per il clima (e per il nostro respiro).

Analizziamo i profili chimici dei nostri tre protagonisti. Ognuno ha una “personalità” molecolare che influenza direttamente l’apnea.

Ossigeno: caratteristiche chimiche e funzione fisiologica

Ossigeno: caratteristiche chimiche e funzione fisiologica, Gas respiratori

Tutti sanno che ci serve per vivere, ma chimicamente l’ossigeno è una “rockstar” molto reattiva.

  • La molecola: È formata da due atomi legati da un doppio legame.

(O=O)

  • È un potente agente ossidante, il che significa che “ama” rubare elettroni ad altre molecole (processo fondamentale per produrre energia nelle nostre cellule).
  • Curiosità chimica: L’ossigeno è paramagnetico. Se versaste ossigeno liquido (che ha un bellissimo colore azzurro pallido) tra i poli di un potente magnete, rimarrebbe sospeso nel campo magnetico, sfidando la gravità. Questa proprietà deriva dalla sua configurazione elettronica.
  • In apnea: È il 21% dell’aria che respiriamo. Nel nostro corpo viaggia principalmente legato all’emoglobina.

Azoto: comportamento e inertezza chimica

Azoto: comportamento e inertezza chimica, Gas respiratori

È il gas più abbondante, ma a pressione atmosferica il nostro corpo lo ignora completamente.

  • La molecola: Due atomi di azoto sono uniti da un triplo legame.

(N≡N)

  • Questo è uno dei legami più forti in natura. Per spezzarlo serve un’energia immensa, come quella di un fulmine.
  • Perché è inerte? Proprio a causa di questo legame fortissimo, l’azoto non reagisce quasi con nulla nel nostro corpo. Entra ed esce invariato, senza odore, colore o sapore.
  • Il lato oscuro: La sua inerzia chimica finisce quando entra in gioco la fisica delle alte pressioni. Essendo lipofilico (si scioglie bene nei grassi), sotto pressione l’azoto si infiltra nell’adipe e nelle membrane cellulari dei neuroni, . È qui che il “gigante buono” può diventare “pericoloso”.

Anidride carbonica, CO₂: solubilità, regolazione del respiro e fame d’aria

Anidride carbonica, CO₂: solubilità, regolazione del respiro e fame d’aria, Gas respiratori

Spesso demonizzata come gas di scarto, la chimica della CO2 è ciò che regola il nostro equilibrio interno.

  • La molecola: Un atomo di carbonio legato a due di ossigeno in una struttura lineare.

(O=C=O)

  • Il re della solubilità: una caratteristica chimica importante è la sua elevata solubilità in acqua. La CO2 è circa 20-25 volte più solubile in acqua (e quindi nel sangue) rispetto all’ossigeno.
  • In apnea: Questa incredibile solubilità le permette di spostarsi dai tessuti al sangue con una velocità impressionante. Inoltre, reagendo con l’acqua, forma acido carbonico, influenzando direttamente il pH del sangue. È questo cambiamento di acidità il vero “orologio” dell’apnea.

Fame d’aria e contrazioni

Molti credono che la fame d’aria arrivi quando “finisce l’ossigeno”. Falso.

In breve: la fame d’aria non è l’ossigeno che finisce, ma il corpo che dice ‘troppa CO₂!’

Il nostro corpo non sa misurare bene l’Ossigeno (la benzina), ma è sensibilissimo all’accumulo di Anidride Carbonica (il gas di scarico).

  • La fame d’aria: È il segnale che il livello di CO2 nel sangue ha superato la soglia di guardia. Il cervello ti sta dicendo “Ventila ora per far fuoriuscire i gas di scarico!”.
  • Le contrazioni diaframmatiche: Se ignori la fame d’aria, il cervello prova a forzare la respirazione facendo contrarre il diaframma. Poiché hai la glottide chiusa, senti dei “colpi” nello stomaco o nel torace.

Il paradosso dell’apneista: Le contrazioni sono fastidiose, ma sono tue amiche. Ti avvisano che sei vivo e reattivo. Il vero pericolo è non sentirle affatto (come succede se iperventili), perché ti toglie l’avviso: arriveresti al blackout senza accorgertene.

Un chiarimento utile: è vero che la CO₂ è molto più solubile dell’O₂, ma non è questa solubilità a creare la fame d’aria. Il segnale nasce soprattutto dall’abbassamento del pH, dovuto alla CO₂ che si combina con l’acqua presente in varie parti del nostro corpo. Approfondiremo questo meccanismo in un articolo dedicato.

Verso la profondità: dai gas alla fisica dell’apnea

Ora che abbiamo esplorato il ruolo dei gas principali e il meccanismo della fame d’aria, siamo pronti a scendere più a fondo: nel prossimo articolo analizzeremo come la fisica dei gas – leggi di Boyle, Dalton e Henry – interagisce con l’organismo durante la discesa e la risalita, e come questi fenomeni influenzano sicurezza, blackout, taravana e narcosi da azoto.

In altre parole: capiremo perché l’apnea non è solo respirare, ma interpretare segnali invisibili che guidano ogni nostro movimento sott’acqua.

Scopri le leggi dietro la fisica dei gas

Scopri la legge di Boyle


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Questo articolo è una tappa della guida Fisiologia dell’apnea: lì trovi tutto il percorso, articolo per articolo.

Domande frequenti

Di cosa è composta l’aria che respiriamo?

Di circa il 78% di azoto, il 21% di ossigeno, lo 0,9% di argon e lo 0,04% di anidride carbonica, più tracce di altri gas.

Quanto ossigeno usa il corpo a ogni respiro?

Solo una parte: a riposo gran parte dell’ossigeno inspirato torna fuori con l’espirazione, ed è anche per questo che la respirazione bocca a bocca funziona. Nel sangue viaggia quasi tutto legato all’emoglobina.

Perché l’azoto diventa un problema in profondità?

A pressione atmosferica è inerte, grazie al triplo legame tra i suoi atomi. Sotto pressione però si scioglie in quantità crescenti nei grassi e nelle membrane dei neuroni, ed è alla base di narcosi e malattia da decompressione.

Cosa provoca la fame d’aria?

L’accumulo di anidride carbonica. La CO₂ reagisce con l’acqua formando acido carbonico, il pH dei liquidi del corpo si abbassa e i chemocettori trasformano questa acidificazione nel bisogno sempre più forte di respirare.

Le contrazioni diaframmatiche sono pericolose?

No, sono un segnale: il cervello prova a far respirare il corpo mentre la glottide è chiusa. Il vero pericolo è non sentirle, come succede dopo un’iperventilazione, perché si può arrivare al blackout senza accorgersene.

Riferimenti e bibliografia

  1. Schagatay E. (2011). Predicting performance and safety in competitive breath-hold diving. Sports Medicine, 41(5), 345–360. PMC3033832
  2. Lindholm P., Lundgren C.E. (2009). The physiology and pathophysiology of human breath-hold diving. Journal of Applied Physiology.
  3. Pelizzari U. (2021) Corso di apnea: manuale tecnico per principianti

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8 risposte a “Gas respiratori: Ossigeno, Azoto e CO₂”

  1. […] Nel precedente articolo abbiamo visto quali sono i principali gas respiratori. […]

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  3. […] un attimo dall’inizio. Il viaggio per il nostro gruppo di molecole di gas respiratori comincia con un “dazio” fisico. L’aria atmosferica ha una pressione parziale (O2) […]

  4. […] Vuoi capire perché l’ossigeno è così poco solubile nei liquidi biologici? Leggi qui le caratteristiche dell’ossigeno. […]

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  7. […] esattamente l’equilibrio che avevamo incontrato parlando di chimica dei gas respiratori. Il liquor si acidifica, e i chemocettori centrali suonano. Detto in modo brutale: il tuo cervello […]

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