Definizione
La saturazione di ossigeno (SpO₂) è la percentuale di emoglobina che trasporta ossigeno; a riposo in una persona sana è di solito tra 95 e 100%.
Cosa c’è da sapere
Si misura con il saturimetro, la piccola pinza che si mette sul dito e legge il colore del sangue attraverso la pelle. In apnea la saturazione scende man mano che l’ossigeno viene consumato, e il calo accelera nella parte finale.
Il motivo sta nell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno. La rilascia seguendo una curva a forma di S: finché la pressione dell’ossigeno nel sangue resta sopra una certa soglia, la saturazione tiene quasi intatta; sotto, crolla in fretta. Ecco perché gli ultimi secondi di un’apnea sono i più insidiosi.
Il saturimetro è uno strumento usato negli studi e talvolta in allenamento a secco, ma ha un ritardo di alcuni secondi e non va mai usato per spingersi più vicino al limite. Il numero sul display non protegge dal blackout: lo fa solo un compagno.
In pratica
Durante una statica a secco con il saturimetro al dito vedi il numero restare fermo a lungo mentre la fame d’aria cresce. Poi, verso la fine, comincia a scendere sempre più veloce. Le sensazioni non seguono la saturazione: la fame d’aria nasce quasi tutta dall’anidride carbonica, non dalla mancanza di ossigeno.
I sensori del corpo non fanno molto meglio. I chemocettori dell’ossigeno, i glomi carotidei sul collo, restano quasi silenziosi finché la pressione dell’ossigeno non scende parecchio, poi scattano tutti insieme. L’allarme interno arriva tardi, proprio come il display.
Errori comuni
L’errore tipico è usare il saturimetro come un semaforo: continuo finché il numero è alto. Lo strumento legge con qualche secondo di ritardo, e nella parte ripida della curva quei secondi bastano per passare da un valore rassicurante alla perdita di coscienza.
Un altro equivoco è fidarsi delle sensazioni al posto del numero. Sentirsi bene non dice nulla sulla saturazione. Il saturimetro misura il dito, non il cervello: è un indizio utile negli studi, non una garanzia.
Nota di sicurezza. Nessuno strumento protegge dal blackout. In acqua si va sempre uno su, uno giù, con un compagno formato; le apnee con il saturimetro si fanno a secco, seduti o sdraiati.
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