Definizione
L’apnea statica (STA) è la disciplina in cui si trattiene il respiro il più a lungo possibile restando immobili, a faccia in giù, sulla superficie dell’acqua.
Conosciuto anche come: STA.
Cosa c’è da sapere
Si pratica in piscina, con il compagno accanto che controlla e tocca l’atleta a intervalli concordati. Non conta la distanza né la profondità, solo il tempo: è la disciplina più mentale, dove rilassamento e gestione della fame d’aria contano più della forza.
Il record maschile AIDA è di 11 minuti e 35 secondi (Stéphane Mifsud, 2009). Per chi inizia, i tempi sono molto più modesti: li trovi nell’articolo su quanto si può stare in apnea. Due minuti di statica, per esempio, sono il requisito del brevetto di primo livello di molte didattiche.
A fermarti non è la fine dell’ossigeno. È l’anidride carbonica che si accumula e fa scattare il break point, il momento in cui il bisogno di respirare vince sulla volontà. Per questo il tempo cresce con l’allenamento: impari a tollerare meglio quel segnale.
In pratica
Prima dell’apnea ci sono alcuni minuti di respirazione lenta e tranquilla, a pelo d’acqua. Il viso bagnato attiva il riflesso di immersione, che rallenta il cuore e fa risparmiare ossigeno. Poi l’ultimo respiro, e il silenzio.
La prima parte di solito è comoda. Più avanti arrivano le contrazioni del diaframma, piccoli sussulti involontari: spaventano, ma non significano che l’ossigeno è finito, perché quando iniziano c’è ancora riserva. Il lavoro vero sta qui, nel lasciarle passare senza irrigidirti. Il compagno ti tocca a intervalli concordati e tu rispondi con il segnale stabilito: se il segnale non arriva, interviene.
Errori comuni
Il primo errore è inseguire il numero. Un minuto e mezzo rilassato vale più di due minuti e mezzo combattuti, perché il primo si migliora e il secondo prima o poi presenta il conto. Il secondo è iperventilare prima di partire: il tempo si allunga, ma solo perché hai spento l’allarme, e l’ossigeno può finire prima che il corpo ti avvisi.
Il terzo è credere che la statica, essendo ferma, sia innocua. Nelle gare internazionali analizzate le samba, cioè le perdite del controllo motorio da carenza di ossigeno, erano quasi una prova su dieci in statica. E le tabelle di allenamento in acqua si fanno solo con un compagno formato che ti segue per tutta la tabella.
Nota di sicurezza. La statica in acqua si fa solo con un compagno formato accanto, dall’inizio alla fine dell’apnea e dopo l’uscita. Mai nella vasca di casa, mai da soli.
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