Correre sott’acqua. È la definizione più vicina all’Apnea Endurance, una specialità indoor che cambia in fretta. Chiara Zaffaroni, atleta della Maglia Azzurra, la conosce dall’interno e me l’ha raccontata partendo dal suo percorso agonistico.
Di cosa parliamo
Vediamo cosa rende l’Endurance diversa da tutto il resto: la gestione del ritmo, la parte atletica, il respiro in movimento che mette alla prova resistenza, tecnica e lucidità. Chiara spiega anche come si passa dall’apnea dinamica a questa disciplina.
L’ultima parte è dedicata al nuovo Regolamento Nazionale Gare 2026 e a come sta cambiando l’apnea indoor, con le competenze che oggi servono a chi vuole gareggiare.
Gli argomenti della puntata
Nell’ordine in cui li affrontiamo nella puntata.
- Dalla dinamica all’endurance: come ha iniziato Chiara
- Record italiani e mondiali
- I formati di gara: 2×50, 4×50, 8×50 e l’addio al 16×50
- Le regole dal 2024: tuffo, call room, niente protocollo d’uscita
- Monopinna, virate e recuperi tra una vasca e l’altra
- Gareggiare con qualcuno nella corsia accanto
- Palestra, respirazione e allenamento a secco
- La componente mentale e il lavoro con la psicologa dello sport
- Atene, l’acidosi dopo la gara e la ripartenza
- Safety, giudici, cartellini e squalifiche
Le frasi da ricordare
«Ci basta toccare: poi può succedere qualsiasi cosa, ma se tocchi il muretto la gara è valida.» (Chiara Zaffaroni)
«Nell’endurance mi ha sempre aiutato avere qualcuno di fianco, come nel nuoto.» (Chiara Zaffaroni)
«C’è bisogno di tempo per costruire: un mattoncino alla volta, non da zero a cento.» (Chiara Zaffaroni)
Per approfondire sul blog
- Speed & Endurance: guida tecnica alla disciplina dell’apnea indoor
- Apnea sportiva e freediving: guida pratica alle discipline
Tutte le puntate di Apnea Stories sono nella pagina del podcast. Se vuoi ricevere i nuovi episodi e gli articoli, iscriviti alla newsletter dalla home.